Sintesi:DL Sicurezza, campagne per il diritto di protesta, nuove norme autoritarie e referendum sulla giustizia: il piano repressivo pensato con il DL Sicurezza inizia a farsi realtà mentre la democrazia liberale è sotto pressione strutturale. Affermando diritti, libertà e auto-tutela è tempo di inventare nuove strade insieme.
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Descrizione: Un confronto aperto sulle forme dell’autoritarismo emergente: dal DL Sicurezza alle limitazioni del diritto di protesta, dalle nuove norme repressive alle trasformazioni costituzionali implicite nelle campagne referendarie sulla giustizia. Da teoria il DL Sicurezza si fa realtà con la repressione dei negozianti e produttori della canapa fino all’applicazione del reato di solidarietà con chi occupa una casa, mentre la polizia viene utilizzata come braccio armato della rendita immobiliare per eseguire sfratti sempre più violenti. Ma il DL Sicurezza era solo un tassello del progetto autoritario, ad esso si aggiungevano il decreto Rave, quello Caivano, l’applicazione delle Zone Rosse, l’utilizzo del codice penale per trattare problemi sociali, gli sgomberi, ed ora il progetto di premierato, nuove norme per la sicurezza e il referendum sulla giustizia che servirà principalmente per sancire ancora una volta che l’aria è cambiata e che il Governo nazionale fa sul serio per aumentare ad ogni costo il suo potere. È questo il momento di ragionare sulle conseguenze politiche e materiali di questa svolta, sulle pratiche di resistenza e sulle ipotesi di superamento della democrazia liberale nella crisi contemporanea. È questo il tempo di costruire una larga rete di auto-tutela nella società che componga giuristi, associazioni che si battono per il diritto alla protesta, legali, giornalisti e reporter in diretta connessione con attivisti e con chiunque si batta contro l’autoritarismo e per nuove forme di democrazia diretta.

