Sintesi: Una nuova alleanza ribelle contro i re del mondo, dai padroni dell’AI, ai signori degli Stati-nazione. La pace che promettono è solo dominio: ogni accordo smantella autonomia, diritti, resistenze. Il loro regime è la guerra permanente. Il futuro è davanti a noi, netto: o i re, o la libertà.
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Descrizione: Finché ci saranno i re, nessuna pace giusta sarà possibile. I re sono quelli che si proclamano padroni in ogni parte del mondo: delle terre rare, dell’ai, del lavoro delle persone, delle città, delle rotte stellari e dei canali di comunicazione. Il capitalismo è globalizzato e, su questi nuovi terreni di contesa, solo i più forti possono stare. Trump, Putin, Meloni, Netanyahu, Xi Jinping, von der Leyen, Bin-Salman, Modi, Mohammed bin Rashid Al Maktum e via andando; al pari, sui nuovi domini della valorizzazione economica, ci sono i Musk, i Bezos, i Tahnoun bin Zayed Al Nahyan. Conta poco se sei il capo di uno stato o di una grande compagnia estrattiva o tech; se sei localizzato a New York o a Riad, a Nuova Delhi o a Berlino, a sud o a nord, a oriente o a occidente, ovunque ti trovi se esistono dei re, esisteranno un centro e una periferia, i ricchi e i poveri.
I nuovi re condividono la necessità di snellire i processi democratici, le regole e le leggi per competere nel mondo del futuro velocemente, senza vincoli, e se serve usando la forza. La guerra è prevista nella loro agenda, mentre la pace può essere solo temporanea, trovando un accordo momentaneo ma tendenzialmente andando a smantellare ogni forma di autonomia dal basso, ogni forma di resistenza, ogni diritto conquistato in passato. Gli organi sovranazionali per essi sono un vincolo da eliminare, a meno che non prevedano strutture rapide per la ratifica e l’esecuzione degli interessi economici. La Nazione e lo Stato, invece, sono un paradigma vincente e compatibile, perché aiutano a mantenere il controllo quando c’è necessità, perché gli stati fanno grandi affari con gli oligarchi dei nuovi domini tecnologici a discapito delle società e del loro welfare, perché sono strutture verticali che mantengono il comando e che spingono le persone a vederlo tutt’ora come unico confine entro cui è possibile fare politica e amministrare l’esistente. Ma il mondo e le società sono cambiate enormemente dall’epoca in cui si sono affermati gli Stati-nazione, con numeri da capogiro e connessioni stratificate che preludono a tutt’altro: metropoli gigantesche e popolazioni in continua espansione, nuove forme di autonomia che continuamente nascono e si sviluppano nelle connessioni globali e locali, economie ecologiche e circolari che crescono nei territori con scienza e sapienza.
Qualcosa di mai visto si sta profilando di fronte ai nostri occhi, e mai viste saranno le soluzioni a questa crisi, bisogna solo essere in grado di contenderne gli esiti, sconfiggendo la paura. Anche l’Europa è giunta rapidamente a confrontarsi direttamente con questo problema. La Nazione e il riarmo portano in guerra, l’autonomia e l’autodeterminazione portano a confederarsi e alla pace. La prima è la via semplice dei re che vogliono rafforzare il loro dominio, la seconda è quella complessa che prefigura una liberazione possibile. Da qui vogliamo partire: ritrovandoci tra tantx e diversx, indicando i re e le regine dei nostri territori, il modo in cui si sentono intoccabili e consolidano il loro potere, il sistema che creano e con cui pensano di dominare l’esistente, il modo con cui sconfiggerli.

