Tag: Sabato 24 H17:00

  • Assemblea – Moltiplicare e organizzare la resistenza a guerra, riarmo, militarizzazione, genocidio

    Sintesi: Contro guerra, riarmo e militarizzazione, è urgente moltiplicare e organizzare la resistenza. Difendere risorse sociali, fermare l’economia di guerra e costruire un’alternativa fondata su un nuovo diritto internazionale, disarmo, ecologia e diplomazia dal basso.

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    Descrizione: Stretta fra Trump e Putin, l’Europa ha scelto la guerra. “La pace è finita” ci dicono i vertici dell’UE.  “Se vuoi la pace prepara la guerra” è diventato il mantra delle istituzioni europee. E alla guerra ci stanno portando davvero. Con un gigantesco piano di riarmo che sottrae risorse alle spese sociali e ambientali. Con la riconversione bellica dell’economia che porta enormi profitti alle aziende e distrugge lavoro e natura. Con la militarizzazione dei territori, delle infrastrutture, della conoscenza, del sapere, della ricerca, della scuola e dell’università. Con il ritorno della leva militare. Con il ritorno al patriottismo che chiede omologazione e obbedienza, con la censura e la caccia al nemico interno e l’uso della informazione per la propaganda bellica. Ci vogliono convincere che soccombere o combattere in armi sia l’unica alternativa possibile. Ma noi sappiamo che esiste una alternativa: si chiama applicazione del diritto internazionale, sicurezza comune e non armata, diplomazia e disarmo, riconversione ecologica e sociale, diplomazia dei popoli dal basso. E sentiamo l’urgenza di moltiplicare e organizzare la resistenza a guerra, riarmo, militarizzazione, genocidio ovunque: nelle scuole e nelle università, nei territori e nelle comunità, nei luoghi di lavoro. Di fare rete a livello locale, nazionale, europeo e globale. Di contaminare e innovare pensieri, visioni, forme di lotta, innestando fra loro le culture pacifiste, anti-coloniali, ecologiche, femministe, anti-sistema. Di convergere. Di inceppare la macchina della guerra con la partecipazione e l’azione popolare e diffusa. La Global Sumud Flotilla ci ha dimostrato che è possibile, che si può rompere la gabbia della frustrazione impotente e far pesare la forza dei popoli. E sta a ciascuno e ciascuna sentire la responsabilità, ovunque siamo, di agire per costruire un movimento contro la guerra all’altezza del pericolo che abbiamo di fronte.

  • Assemblea – Diritto di protesta, svolta autoritaria, superamento della democrazia liberale

    Sintesi: DL Sicurezza, campagne per il diritto di protesta, nuove norme autoritarie e attacco alle città che non si allineano al Governo Meloni: il piano repressivo pensato con il DL Sicurezza inizia a farsi realtà mentre la democrazia liberale è sotto pressione strutturale. Affermando diritti, libertà e auto-tutela è tempo di inventare nuove strade insieme.

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    Descrizione: Un confronto aperto sulle forme dell’autoritarismo emergente: dal DL Sicurezza alle limitazioni del diritto di protesta, dagli arresti preventivi e dalla delegittimazione del movimento di solidarietà per la Palestina agli atti di censura del Governo Meloni in Rai e l’attacco alla libertà d’informazione. Ma tali misure e il DL Sicurezza, che da manifesto ideologico del Governo è diventato realtà, sono solo un tassello del progetto autoritario: vi si aggiungono il decreto Rave, quello Caivano, l’applicazione delle Zone Rosse, l’equiparazione di antisionismo e antisemitismo, l’ingerenza su scuole e università, la riforma Nordio che mina l’autonomia della magistratura. E c’è di più, qualcosa che possiamo descrivere come il salto di qualità nella torsione autoritaria: gli sgomberi degli spazi sociali e l’attacco alle città che non si allineano al progetto di società del Governo Meloni, attacco che avviene tramite dei veri e propri commissariamenti dei governi cittadini. Lo abbiamo visto a Milano con il Leoncavallo, a Bologna per la partita di basket con il Maccabi Tel Aviv, a Torino nei confronti dell’Askatasuna e ancora a Roma contro SpinTime. È infatti laddove si creano le condizioni per una cooperazione libera e conflittuale che si concentrano l’opposizione e l’alternativa alle destre globali e dove si sperimentano forme di partecipazione dal basso e democrazia diretta; ed è qui, di conseguenza, che il Governo nazionale fa sul serio per aumentare a ogni costo il suo potere. È questo, allora, il momento di ragionare sulle conseguenze politiche e materiali di questa svolta, e sulle ipotesi di superamento della democrazia liberale nella crisi contemporanea. Diventa urgente costruire convergenze su nuove pratiche di resistenza e rafforzare reti larghe di auto-tutela che includano giuristi, associazioni, legali, giornalisti, reporter e mediattivisti in diretta connessione con i movimenti sociali e con chiunque si batta contro l’autoritarismo e per nuove forme di democrazia diretta.

  • Salario europeo, reddito incondizionato, mutualismo urbano, diritto alla casa

    Sintesi: Crisi sociale, salari fermi, welfare in disfacimento. La lotta di classe torna centrale nelle città come nuovi terminali politici. Salario, lavoro, casa, reddito e auto-governo sono parte della stessa lotta.

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    Descrizione: Lo stato di salute economica e sociale del paese è pessimo. Salari inchiodati, pensioni ridicole. Potere d’acquisto divorato dal carovita, povertà endemica. Il lavoro messo costantemente in discussione dalla miopia bellicista della politica e dalla fame di profitto delle grandi multinazionali. Cassa integrazione alle stelle, precarietà permanente. Trovare casa una contesa impari contro la rendita immobiliare. L’accesso alla sanità e ai servizi pubblici, sempre più definanziati, è un labirinto senza fine. Intanto il governo sfratta, sgombera e reprime a suon di martellate, lacrimogeni, idranti. Non solo per ideologia, ma perché la restrizione di spazi democratici e la torsione autoritaria sono necessari oggi ai nuovi Re globali del capitalismo oligarchico per andare all’attacco alle condizioni materiali del lavoro vivo e della cooperazione sociale. Nonostante la propaganda meloniana, nelle città e nei territori emerge con chiarezza la realtà sociale, tramite le battaglie quotidiane per il salario, il welfare, la casa e la difesa dei posti di lavoro dalla desertificazione industriale. È il momento di fare di questa verità una base per organizzarsi all’altezza della sfida e uscire dalla crisi. Lotta di classe per il salario diretto e per il salario indiretto devono procedere insieme, mentre pratiche di mutualismo e piattaforme urbane di welfare possono prefigurare alternative alle piattaforme estrattive, per strappare la ricchezza che produciamo dalle mani dei ricchi. In questo senso le città diventano nuovi terminali di innovazione politica in cui convergono mobilitazioni e lotte, forme di auto-governo e mutualismo e sperimentazioni amministrative per strappare salario, battere la rendita immobiliare e promuovere una conversione ecologica alternativa a quella bellica e fossile. È proprio per questo che le città e ciò che le rende vitali – spazi sociali e movimenti urbani, realtà sindacali e associative – sono sotto attacco del potere, nel tentativo di scalfire il radicamento territoriale e il potenziale di cambiamento di queste esperienze di lotta, politiche, solidali. Di fronte alla guerra contro il lavoro vivo, il salario diretto e quello indiretto, rispondiamo esercitando il nostro diritto di resistenza per rafforzare la lotta di classe, con reti e piattaforme con-federate come pratica costituente per affermare il diritto a un lavoro degno, reddito, welfare, diritti su scala europea.